mercoledì 15 giugno 2016


VERSO IL BALLOTTAGGIO

I risultati delle preferenze di queste elezioni amministrative li ho visti solo oggi. In questo baillame che c'è stato fra lo spoglio ed il riconteggio ne avevo perso le tracce, troppo presa a considerare più importante la continuazione di questa campagna elettorale da una personale ascesa.

E' doveroso ringraziarvi tutti per la considerazione in cui mi tenete. Siete tanti, per una neofita dell'elettorato passivo. Siete tanti per una militante che non è schierata con correnti di partito e che è una voce libera al suo interno. Siete quello che dovrebbe essere l'elettorato di cui abbiamo bisogno: quello che sceglie il rapporto umano speciale che abbiamo consolidato in tutti questi anni e lo trasforma in una scelta sul campo.

Grazie a tutti voi.

martedì 7 giugno 2016

Scusate l'anticipo


Di solito è una cosa che si fa dopo, a risultato conosciuto, che si vinca o si perda. Io voglio farlo adesso, subito, prima.
Questa campagna elettorale non mi ha entusiasmato, ma non mi ha neppure deluso. Ho parlato molto con le persone, e questa è a cosa più bella che m'è capitata. Parlare con la gente è quello che mi riesce meglio e che mi da gioia. Capire le persone e sapere direttamente, vis a vis, cosa vorrebbero e di cosa hanno bisogno. C'è un aspetto della politica sui territori che si è andata perdendo, il rapporto con gli altri, che significa aver dimenticato il motivo principe per cui si è stati eletti: rappresentare tutti, soprattutto chi non ha voce e chi non la pensa come te. 
Quando si dimentica questo principio, si è fallito, si fanno le scarpe e non la politica, si viene assunti e non eletti.

venerdì 3 giugno 2016

Domenica 5 giugno


Domenica 5 giugno tutti al voto. Tutti perché la nostra città e ciascuno dei suoi territori, a cominciare dal nostro, devono tornare a vivere e ad arrabbiarsi.
Scheda rosa per il Municipio, scheda azzurra per il Comune. E' possibile il voto disgiunto, cioè votare per il candidato di una coalizione e sbarrare, invece, il simbolo di un partito opposto. 

Mai come oggi è importante votare il candidato che conoscete, quello che potete aspettare sotto casa e di cui avete maggiore considerazione. Il voto è dare fiducia ad un'altra persona, se questa persona non ha mai tradito le vostre aspettative è quella a cui dare il vostro voto. 

Questo, per regola democratica, è l'ultimo appello possibile. 

Votatemi. Per quella che sono, per le maschere che non indosso, per la schietezza. Votatemi perché non vi faccio l'elenco di quello che è stato fatto e che si vuole portare a termine. Piuttosto perché vi dico “facciamolo insieme”, torniamo tutti a riprenderci il diritto di cittadinanza e la legalità, torniamo a rileggere ed a ripristinare norme e leggi che già esistono e che gli altri hanno ignorato per negligenza ed ignoranza. 

Votatemi perché il quartiere, il nostro, rialzerà la testa cominciando dalle piccole cose, da quelle che potremo fare insieme e che sono nel potere municipale.

Votatemi perché la politica non si fa attraverso gli spot elettorali e perché la politica siamo tutti noi, non solo i partiti e i suoi amministratori. Perchè una buca potrebbe essere meno importante di un territorio accogliente e sicuro.

Votatemi perché sapete chi sono.

lunedì 30 maggio 2016

Di Genere si muore


Sara è morta, bruciata viva, da sola nel cuore della notte. Sara, che sembrava essere uscita dalla saga di Harry Potter, tanta la sua somiglianza con Luna, si è resa colpevole – in questa società malata al maschile – di aver detto di no all'uomo con cui non voleva più stare, che non amava più, che non poteva più essere il suo progetto di vita. Sara era bellissima, come lo sono tutte le ragazze. Sara era libera di scegliere come vivere, invece un uomo malato ha deciso per lei come doveva morire.

lunedì 23 maggio 2016

La strada è sempre in salita


Il bello del faccia a faccia con gli elettori è lo scoprire cosa pensano e come attivano il proprio pensiero. Oggi ho incontrato A, 30-35 anni, convivente da quando i genitori si sono trasferiti nel paese natio. “Io voto i 5 stelle”. 
 In democrazia c'è libertà, anche quella di dire “Pensa che se al governo non ci fosse stato il Pd non avresti avuto il riconoscimento della tua unione, solo per questo dovresti rivedere le tue posizioni…”. “Io 'ste unioni civili le schifo. A parte che non voglio i matrimoni dei froci, ma poi pensa che se io me lascio con lei me tocca pure pagajie l'alimenti...”. 

La politica dei tavolini senza una gamba


«Il cinema ha molti meriti, tra questi c’è quello di dare voce a chi non ce l’ha. Il mondo sta attraversando una fase pericolosa, è in atto un disegno di austerità e di neoliberismo che rischia di causare catastrofi, in una società fatta di pochi ricchi e moltissimi poveri... Dobbiamo invece dare un messaggio di fiducia, un altro assetto è possibile, e, soprattutto, è necessario».
Con queste parole Ken Loach ha commentato la sua vittoria della Palma d'Oro al Festival di Cannes.

domenica 22 maggio 2016

Non ci sarà un altro Giacinto detto Marco, si può essere felici solo tornando umani


La morte di Marco Pannella getta un vuoto nel turbinio della politica. Se ci sarà un uomo pronto a sostituirlo è una domanda che non ha senso. No, un altro Pannella non ci sarà. Alla sua tenacia, al suo coraggio, alle sue guerriglie dialettiche tutti noi dobbiamo una buona parte dei nostri diritti civili, quelli costituzionalmente non scritti e divenuti opera compiuta dopo anni ed anni di battaglie e quesiti referendari. Pannella non era un santo e non voleva esserlo. Aveva il coraggio di mettersi in gioco, di non piegare la testa e di non annuire aprioristicamente. Aveva il coraggio di farlo per gli altri, per tutti, non per se stesso. Aveva il coraggio di non essere un baciapile, un benaltrista, un perbenista e di non avere mai oscillazioni umorali.
Pannella è e sarà insostituibile in una società dove la cultura del coraggio è rivolta al personale e dove le voci di protesta sono patrimonio di un piccolissimo gruppo di non potere inascoltato.
Ci mancherà, ci mancheranno i bavagli ed i digiuni. Ci mancherà l'uomo consapevole che i diritti degli ultimi sono i diritti di tutti, che si può essere felici solo tornando umani.